Fare l’amante in una relazione affettiva: il paradosso di una stabilità esterna.Le relazioni affettive sono davvero complesse e dai risvolti spesso inaspettati. Un recente sondaggio dello scorso anno ha fatto emergere come siano prevalentemente le donne con figli a cercare e avere una relazione extraconiugale (il 40%) e almeno il 25% delle persone riveste il ruolo dell’amante, una figura che occupa un posto controverso, ma spesso paradossalmente funzionale alla tenuta della coppia ufficiale.La tradizione vede le relazioni extraconiugali come una minaccia o una rottura al patto di fedeltà, ma in molti casi l’amante diventa un elemento che compensa, equilibra e conserva la stabilità apparente della relazione ufficiale.C’è però un vero e proprio paradosso emotivo, poiché l’amante colma i vuoti che nella coppia non trovano più spazio, soprattutto desiderio, ascolto, leggerezza, sensualità, libertà di essere visti in modo nuovo.L’amante resta “fuori” da queste dinamiche, proprio perché non è soggetto alle regole della convivenza, del quotidiano e delle aspettative reciproche e diventa il contenitore perfetto per tutto ciò che la coppia non riesce più a gestire o integrare.In questo paradosso l’amante non è solo “l’altro”, ma anche il sintomo di ciò che manca, ma con dei limiti: ma sino ad un ceto punto.Finché l’amante resta in ombra, non pretendendo un posto ufficiale, la sua esistenza diventa funzionale poiché assorbe tensioni, alleggerisce conflitti, restituisce energia a chi poi torna a casa più calmo/a, meno frustrato/a, persino più gentile.In realtà è una stabilità solo apparente che porta a una disintegrazione sotterranea.Infatti, se da una parte la presenza dell’amante rafforza la coppia ufficiale, al prezzo di una verità non detta, dall’altra si costruisce un equilibrio basato sulla compensazione e non sull’autenticità.Il rapporto ufficiale può continuare, ma è come una casa tenuta insieme da puntelli esterni: sembra solida, ma non lo è proprio. Ci si abitua al compromesso invisibile, alla menzogna quotidiana, al doppio binario.L’amante, paradossalmente, mantiene in vita un matrimonio che senza quella valvola di sfogo sarebbe già esploso o imploso.In realtà è una stabilità che ha un prezzo elevatissimo: la vita è una sola e mi chiedo davvero quale stabilità si stia davvero preservando, una stabilità emotiva o una stabilità di facciata, che nutre o che anestetizza?E, via via, quale destino per l’amante? Resterà per sempre un’ombra necessaria ma mai riconosciuta, o prima o poi chiederà un posto alla luce, rischiando di far crollare l’intero equilibrio?È un equilibrio fondato sulla rimozione della verità è, prima o poi, destinato a cedere: la vera domanda è relativa a quanto siamo disposti a sacrificare la verità per mantenere l’equilibrio.Questa relazione extraconiugale può durare mesi o anni, ma in genere è caratterizzata proprio da instabilità cronica e se la relazione clandestina diventa prolungata, emergono rischi: scoperta, esposizione, pressione emotiva, stanchezza del doppio gioco portando molte relazioni extraconiugali a interrompersi spontaneamente o evolversi in separazione ufficiale.Infatti occorre ricordare come l’infedeltà, purché non sia reato, viola gli obblighi coniugali dell’art. 143 del codice civile e può portare all’addebito della separazione al coniuge infedele, con conseguenze su eventuali assegni di mantenimento, diritti successori, risarcimento danni.Più che stabilità, quindi, ritendo che a lungo andare porti a instabilità emotiva ed etica: la relazione clandestina vive sul doppio binario, generando stress, sensi di colpa, segretezza, con una tolleranza fragile, una possibile implosione e un continuo inganno.Ecco perché se l’amante non mantiene quel ruolo e l’infedele non evolve, la relazione può durare da qualche mese a uno-due anni e spesso si interrompe prima che emergano le conseguenze legali o sociali, poiché mantenere una relazione clandestina stabile per molti anni richiede alta abilità nel doppio gioco e porta inevitabilmente a scoperte, crisi o richiesta di ufficializzazione.Qui entrano in gioco alcune visibilità dell’amante rispetto ad amici, eventi, parenti, ecc …, se c’è la tolleranza del coniuge tradito e se entrano in campo aspetti della tecnologia come fonte di prova, quali messaggi, chat, foto che aumentano la tracciabilità e facilitano l’addebito.Insomma, occorre capire che la vita è una e va vissuta, con quella leggerezza che solo la sincerità e l’affetto possono dare, oltre gli aspetti economici, genitoriali, di famiglie di origine.Occorre capire che se la coppia non va, occorre affrontare il problema dall’interno, altrimenti ci sarà solo una successione di amanti. V. Longo 2025
